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La Basilica di S. Nicola
La Basilica è un chiaro stile di romanico pugliese, a tre navate, divise da colonne di granito. All'interno della Basilica si trovano un pavimento in mosaico del XII secolo, un tabernacolo e la cattedra dell'abate Elia, mentre nella cripta si trovano oltre alla tomba di San Nicola, il sepolcro dell'abate Elia e la "Colonna Miracolosa". La costruzione ebbe inizio alla fine del XI secolo, quando l'abate Elia la destinò a custodire le reliquie di San Nicola, sottratte dai marinai baresi nella città di Myra. I lavori di edificazione finirono già nel 1089 papa Urbano II collocò di persona nella cripta i resti del Santo. Nel 1197, l'abate Eustachio riprese i lavori e la parte superiore della Basilica fu consacrata dal vescovo Corrado di Hildesheim.
La Cattedrale di S. Sabino
Fatta erigere tra il 1170 e il 1178, la cattedrale di Bari, dedicata a S. Sabino, è una delle opere più rappresentative dello stile romanico-pugliese, nonostante le pesanti manomissioni subite nel corso del '600. I fianchi, come nella basilica di S. Nicola, presentano un esaforato retto da profonde arcate, mentre sul prospetto posteriore spicca uno splendido finestrone absidale, capolavoro di scuola pugliese della fine del XII secolo. L'interno della cattedrale, diviso in tre navate, conserva un pregevole pulpito, ricostruito da frammenti del XIII secolo. Si segnalano inoltre, nella cripta, le cui colonne e pareti sono rivestite da policromi marmi barocchi, le reliquie di S. Sabino, vescovo di Canosa, e una bella icona della Madonna Odegitria, giunta dall'Oriente - secondo la tradizione - nell'VIII secolo, ma in realtà assai più tarda. Nella navata di sinistra e' infine l'ingresso della trulla, edificio cilindrico erroneamente considerato un battistero, oggi adibito a sagrestia.
Il Castello Normanno Svevo
Nei pressi del borgo antico di Bari, a pochi metri dalla cattedrale romanica dedicata a San Sabino, é situato il Castello normanno-svevo, la maggiore opera fortificata posta in passato a difesa della cittá. Fu costruito nell'XI sec. dai Normanni. La fortezza venne poi ricostruita ed ampliata da Federico II, in attuazione del suo vasto programma difensivo contro nemici interni ed esterni.
Nel XVI sec. Isabella d'Aragona si stabilí, insieme alla figlia Bona Sforza, nel castello, trasformandolo in ricca dimora rinascimentale e regalandogli l'ultimo periodo di splendore. Dopo il '500 infatti la fortificazione decadde velocemente, diventando sotto i Borboni, prima carcere e poi caserma (una delle torri sulla sinistra, é detta "dei minorenni" perché dal 1832 in poi vi rinchiudevano i minori d'etá che avevano commesso reati). Oggi il castello é sede della Sovrintendenza Archeologica e della Gipsoteca Provinciale ed ospita spesso manifestazioni culturali e mostre.